MERCATO LIBERO

MERCATO LIBERO
accedi al nuovo sito

IL LIBRETTO DI RISPARMIO SOCIALE DELLE COOPERATIVE!!! PORRE ATTENZIONE!


«Attenzione a usare i libretti di prestito sociale delle Coop: può essere rischioso». Il consiglio viene dall’Aduc, l’associazione dei consumatori che si occupa della materia riguardante la consulenza finanziaria, e ha motivazioni molto fondate.

Innanzitutto, il “libretto” Coop non va confuso con quelli bancari o postali. Infatti si tratta di un deposito assunto sotto forma di libretto, che i clienti delle Coop utilizzano come borsellino della spesa: fin qui, la sua funzione è corretta.

Spiega l'Aduc che tale libretto spesso è anche adoperato come forma di impiego del proprio danaro».

Ognuna delle principali cooperative offre al socio prestatore un interesse in base alla somma depositata.

E proprio sull’eventuale utilizzo per l’investimento finanziario, l’Aduc mostra tutte le sue perplessità. «I portatori dei libretti delle Coop sono creditori di una società commerciale che non può essere paragonata, in quanto a solidità, ai depositi bancari oppure a quelli postali che godono della garanzia dello Stato sul debito della Cassa Depositi e prestiti».

Insomma, il socio Coop non gode delle garanzie offerte ai correntisti bancari o ai possessori di depositi postali. «Il rischio è ovviamente solo un’eventualità.

Ma le Coop sono società soggette quindi alla legge fallimentare: si ricorda il crack della Coop costruttori Argenta di Ferrara, avvenuto qualche anno fa. Ciò testimonia che non si può mai parlare di rischio basso o inesistente. In caso di fallimento il socio cooperatore è un creditore chirografaro, ossia è soddisfatto solo dopo i creditori privilegiati, come i dipendenti delle Coop». Al contrario, il correntista bancario gode della tutela del fondo interbancario.

A quanto potrebbe ammontare un ipotetico dissesto? «Per dare un’idea le sole Coop del Tirreno detenevano depositi per oltre 4miliardi e 390 milioni di euro: il totale nazionale dei depositi è di circa 12 miliardi di euro. Nell’eventualità di un collasso, i danni ai risparmiatori sarebbero superiore a quelli creati dalle obbligazioni Parmalat».

Considerato tutto ciò, le Coop non soddisfano una legge di mercato: al maggior rischio deve corrispondere un rendimento adeguatamente remunerato.
Se emettessero delle obbligazioni dovrebbero pagare al mercato un interesse enormemente superiore rispetto a quello che pagano ai suoi soci con i libretti del prestito sociale». L

Aduc conclude con un consiglio. «Se questi libretti sono usati come strumento per fare la spesa non c’è nulla da ridire. Ma utilizzarli come forma d’investimento ritenuta tranquilla è un errore gravissimo».




AGGIUNGO UN PARTICOLARE NON DA POCO...I supermercati e le cooperative stano vedendo i margini di guadagno ridursi. La recessione obbligherà alcuni punti vendita alla chiusura, le perdite finanziarie potrebbero essere fatali ad alcune società COOP comprese.

Mercato Libero, seguendo il consiglio di un'associazione dei consumatori vi avverte del rischio che incontrate a usare tale strumento per detenere i vostri risparmi.


E ancora ...ecco ulteriori informazioni sul PRESTITO SOCIALE....

l "prestito sociale" delle Cooperative è un deposito, sotto forma di libretto, che i soci Coop utilizzano sia come bancomat sia come forma di impiego dei propri risparmi. I portatori dei "libretti" Coop sono dunque creditori di una società commerciale in grado, attraverso tale sistema, di poter contare su una riserva di liquidità quasi infinita (oltre che molto conveniente), che viene poi magari reinvestita a tassi anche maggiori, con relativi profitti.

Il prestito "sociale" serve dunque a finanziare l'attività distributiva, che non è però più “sociale” di quella di altre imprese (non cooperative) che operano nello stesso settore.

Insomma perché mai le cooperative che si occupano di grande distribuzione dovrebbero fare anche le banche?
Forse perché così, grazie ai tanti risparmi loro prestati, hanno a disposizione una liquidità continua, il che gli evita anche di chiedere prestiti alle banche a tassi sicuramente più alti (vantaggio ancora più importante in un momento di stretta creditizia come quella che si annuncia)? O forse perché, come detto, poi reinvestono tali risparmi, ricavandone poi ulteriori profitti (che comunque continuano ad andare nel calderone degli utili soggetti alla tassazione agevolata tipica delle cooperative)?

E sul lato fiscale?
Sul lato fiscale Tremonti ha finalmente alzato l’aliquota sul prestito soci dal 12,5% al 20%. Sulla questione del resto vi era già l’attenzione della Commissione Europea, che aveva parlato di aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune. Aiuti che, favorendo talune imprese, falsavano o minacciavano di falsare la libera concorrenza. Secondo la Commissione UE, infatti, la deduzione dal reddito imponibile degli utili accantonati alle riserve indivisibili sembra proprio un aiuto di stato, così come il prestito sociale, ossia la riduzione fiscale sugli interessi versati ai membri per depositi a breve termine e la deducibilità dei ristorni, con il rischio dunque di illeciti vantaggi per le grandi cooperative, concorrenti dirette delle imprese commerciali tradizionali. Anche se, come detto, alcuni di tali vantaggi sono stati ridimensionati, restano però tutti gli altri vantaggi legati alla possibilità di avere a disposizione una così grande liquidità a condizioni molto vantaggiose.


Lo strumento del prestito sociale era nato del resto anche come rimedio alla circostanza che, per Statuto, tali Cooperative non possono remunerare il capitale investito dai soci e non possono distribuire utili. Queste due prerogative, anzi, rappresentano una delle peculiarità che giustificano le agevolazioni fiscali. Ecco allora però che con il prestito sociale si assicura ai propri soci almeno un rendimento assimilabile a quello dei Bot (che infatti è preso come punto di riferimento da tutte le Coop nel calcolare il rendimento da assicurare sui prestiti sociali). Ma, a parte il fatto che in questo modo, di fatto, si aggira un divieto statutario, con, oltretutto, il rischio di violazione di principi comunitari secondo il concetto di derivazione giurisprudenziale dell’abuso del diritto, il prestito sociale, come investimento, è almeno sicuro e conveniente?

Parliamo di fatti. Quanto alla sicurezza, la Banca d’Italia ha comunque imposto una clausola di garanzia, per cui le cooperative non possono raccogliere più di tre volte il loro patrimonio (capitale più riserve indivise) e ciascun socio non può prestare più di 25.000,00 Euro.
Il libretto del prestito sociale però non è protetto dal Fondo interbancario di tutela che protegge i conti correnti e i depositi bancari fino a 103.000,00 Euro e niente esclude che anche tali imprese, in teoria, possano fallire (nel settore delle costruzioni è anzi capitato già più volte).


Le Coop, quindi, già solo per questo motivo, per compensare cioè il “rischio fallimento”, dovrebbero offrire tassi di interesse superiori rispetto a quelli bancari (come detto, comunque, garantiti). Quanto alla convenienza, con l’innalzamento dell’aliquota sul prestito dal 12,5% al 20%, alla cedola lorda il rendimento netto del prestito sociale, alla fine, sarebbe SIMILE O INFERIORE inferiore anche a quello dei Bot.
Forse dunque sarebbe meglio (per tutti, risparmiatori compresi) che i supermercati tornassero a fare i supermercati (possibilmente senza agevolazioni fiscali contrarie al principio comunitario della tutela libera concorrenza e in violazione della disciplina in materia di aiuti di stato) e che le banche tornassero a fare le banche (nel senso buono del termine, naturalmente; laddove ancora un senso buono esista).
Share/Bookmark

20 commenti:

Anonimo ha detto...

no questo no !

mia moglie ha uno di qui lbrettini verdi della coop,sopra c'è una discreta somma di danaro tempo fa mi disse che li ha messi li perchè gli interessi erano un po più alti che da altre parti

ma manco li sono più al sicuro sti maledetti benedetti soldi ???

Anonimo ha detto...

col prestito sociale le cooperative riducono la necessità di chiedere denaro alla banca e girano una parte dei risparmi ai clienti sotto forma di maggiore remunerazione del capitale.

Visti i livelli ridicoli della riserva frazionaria delle banche (2%) e la non precisata quantità di titoli-schifezza che hanno in pancia, secondo voi OGGI è più solvibile una banca o una catena di supermercati?

Nella crisi bancaria attuale, chi si tranquillizza perché c'è il fondo interbancario (SIC!) di garanzia dei depositi mi fa semplicemente tenerezza.

PS. Non lavoro per Coop, anzi mi sta pure antipatica. Ma è giusto per amore di obiettività

Roberto

Anonimo ha detto...

Della serie: un vi salvate più in nessun modo !!!!! Date retta: spendeteli tutti e godete, godete fino a crepare. Tanto ormai è finita, vero Dott. Barrai ????
Silvio da Lucca.

Anonimo ha detto...

Caro Paolino
So per certo che da ste parti le coperative di costruzione fanno libbretti nominativi che arrivano al max a 63.500€ non 25.000, poi ti dico anche che oltre al libbretto puoi fare una cambiale finanziaria che dura circa 6 mesi quindi un soggetto puo' avere l'uno e l'altro.
Ma so anche che una parte del capitale che metti su ste cambiali e' garantitito da una fideussione bancaria.
Se non erro i libretti oggi pagano circa il 4% netto.
Saluti

Anonimo ha detto...

Ma il fatto che un azienda possa finanziarsi senza dover ricorrere al all'intermediario banca non è una cosa positiva?
Chiunque è libero di creare una cooperativa; il socio è libero di scegliere come investire i propri soldi.
A parte forse la scarsa informazione che ha la gente su questo genere di investimento, non capisco quale sia il problema.

Anonimo ha detto...

sto procedendo con un riscatto di polizza assicurativa con la venezia assicurazioni!!
incredibile !!! pretendono un certificato di esistenza in vita dell'assicurato, prodotto dal comune di residenza: COSTO all'ufficio anagrafe 15 €!!!!
ma è possibile??
POLITICI DOVE SIETE?????

marcello ha detto...

io conosco la coop xchè ci lavoro, ebbene, ha ragione chi ha detto delle garanzie..nel senso che se fallisce la coop..allora non sono in salvo da nessuna parte! la coop è un azienda seria, cdove si lavora, molto, e si lavora, per bene! sul pretsito.,..la mossa di tremonti è una vilgiaccata,. come tutte quelle fatte dal governo..e cmq ha un capitale immobiliare immenso! poi, la coop redistribuisce gli utili, sotto forma di minor costo della merce salvaguardando i potere di acquisto! magari le altre aziende o le banche fossero eticamente corrette come la coop..dopo, vi sono molte cose da cambiare e miglioarre, vd come trattano i dipemndenti..ma questo è un altra faccenda..purtroppo comune a quel serbatoio di schivitù che è la grande distribuzione!

Anonimo ha detto...

MARCELLO, NON CAPISCO PERCH' FAR PAGARE ALLE COOP LE TASSE COME LE ALTRE AZIENDE CONCORRENTI SAREBBE UNA VIGLIACCATA. SONO PIU' BELLI? PENSATE A LAVORARE ED A STRALAVORARE, NELLE COOP, DOVE I SINDACATI SONO COME IN CINA...

marcello ha detto...

ma tu dove vivi..a tg4landia? sindacati? la coop è un'azienda..moderna ed efficiente! eppoi, sulla cina..essa è comunista solo a parole, a fatti è ipercapitalista..e i fatti lo dismotrano!

Anonimo ha detto...

Che sventagliata di buoi. Caro mercato libero , ognuno avra' quello che si merita. Sarebbe il caso di andare ad insegnare "scuola di risparmio di base" (nemmeno di finanza)gia' alle elementari se non vogliamo che si facciano piu' male e che crescano mostri tipo le coop.
Che Dio ve la mandi buona!

Anonimo ha detto...

Dimenticavo.
Leggete il libro FALCE E CARRELLO, ma nemmeno tutto.
salutoni

laura ha detto...

due precisazioni.

il massimo depositabile non è 25.000 ma poco più di 31.000 e da mazo hanno abbassato l'interesse

cs
laura

Sergio ha detto...

Io ho tutti i miei soldi in coop, dove sto io si usa che tutto il quartiere abbia soldi in coop perchè la coop è nata con il mio quartiere. Se fallisce la coop il quartiere farebbe una grossa rivolta, e penso che il mio non sia l'unico quartiere.

Però ora questi escrementi viventi hanno abbassato di brutto i tassi di interesse, conviene quasi tenerli in posta..spero di arrivare prima possibile alla cifra 31mila così poi apro altri conti

papalla ha detto...

Personalmente, non sono un tifoso Coop, però vorrei precisare due cose . 1 - Che le cooperative sono nate con spirito "sociale" e non speculativo e quindi si capiscono le agevolazioni che lo stato ha dato a loro. 2 - Che il Signor Esselunga (autore del libro "falce e carrello"), se gli fosse convenuto, avrebbe pututo costituire lui una cooperativa, usufruendo quindi di tutti i vantaggi di cui lui parla. Peccato che in quel modo non avrebbe potuto comprarsi ville e barche perchè avrebbe dovuto reinvestire gli utili e forse non avrebbe neanche potuto contribuire al finanziamento della campagna elettorale di Sua Santità Silvio.

GIANLUIGI ha detto...

FORSE SAREBBE NECESSARIO UN PO' PIU' DI EQUILIBRIO DA UNA PARTE (CRITICI) E DALL'ALTRA (TIFOSI. SICURAMENTE IL PRESTITO (CHE NON E' UN LIBRETTO) E' DA CONSIDERARSI UN DISCRETO MODO DI IMPIEGARE I RISPARMI, TENENDOLI "A PORTATA DI CARELLO". MA, CONSIDERATO CHE E' UN PRESTITO, NON UN LIBRETTO DI RISPARMIO, E CHE HA UN RISCHIO PIU' ALTO DEI TITOLI DI STATO, SAREBBE EQUO CHE RENDESSE ALMENO IL 4-5%.
SENZA POLEMICHE INUTILI.

Anonimo ha detto...

I dirigenti coop sono dei ladroni. Il prestito sociale viene spesso usato anche per azioni rischiose in borsa.. a volte con i soldini dei poveri soci risparmiatori i capi fanno affari d'oro, altre volte le speculazioni vanno male e la coop perde e perde... però i bilanci si fanno sempre vedere positivi con trucchetti di finanza originale, cosi i poveri risparmiatori non si allarmano e non ritirano i soldi del prestito. Vi danno 2 lire e se succede il peggio non li riprendete neanche!! Non è veero che le coop hanno solvibilità.. Provate a toglierglieli tutti??

Bookmarks24 ha detto...

Io lascio 1000 euro giusto per pagare la spesa di un anno maturo interessi a qualche punto in più per le offerte speciali.

Anonimo ha detto...

sono un socio della coop risparmio 76 di rieti presso la quale ho depositato tutti i risparmi di una vita e che qualche mese fa ha chiuso tutti i suoi punti vendita lasciandomi nella totale disperazione come potrete capire...non so dove reperire informazioni, non so che fine hanno fatto i miei risparmi, se non per voci molto superficiali che parlano di una rilevazione da parte della evergreen. se qualcuno che legge è socio o conosce persone che detengono libretto di risparmio come me, vi prego di mettersi in contatto per poter individuare insieme una via per rientrare in possesso dei nostri soldi

cristy ha detto...

sono nelle tue stesse condizioni grazie anch'io sono socio coop 76 di rieti

Anonimo ha detto...

cristy .. Anonimo ...
avete news su coop 76?
come contattarvi?